scartabellando tra vecchie carte – 4 Aprile 1997 – respirare

 

Non si può fare Seitai se la respirazione non è grande, forte, precisa, armoniosa. Tutti possiamo avere una respirazione così, è solo una questione di pratica. L’ambito in cui praticarla è solo questione di gusti.

E’ stata Rosvita che ha detto a Tea di andare a Corsico alla fine della lezione di Judo a conoscere Antonio, il segretario di un Comitato che organizza l’attività sportiva di quel Comune.

Rosvita ha praticato un periodo con noi. Fortemente emotiva, non aveva retto le dinamiche insite nel gruppo e aveva abbandonato, ma ci era rimasta amica. Lei, a sua volta, ci aveva conosciuto attraverso Ebe, che lavorava nello stesso Studio in cui Tea aveva fatto tirocinio come Architetto.

Ebe era venuta da me prima di farsi operare al ventre. In due mesi eravamo riusciti a ridurre della metà un lipoma grosso come un pugno che le premeva sulle tube, alleviandole l’intervento e permettendole un decorso postoperatorio estremamente rapido.

Rosvita conosceva Antonio, da poco in pensione, perché quest’ultimo dava saltuariamente un aiuto in officina a suo marito. Aveva così saputo che cercava qualche nuovo corso da lanciare a Corsico, e le era venuta in mente lo Shiatsu, in cui Tea si stava diplomando. Antonio legò subito con Tea, e non solo le propose di tenere i corsi, addirittura fissò un ciclo di sedute con lei, a cui andò con la massima regolarità insieme ad un’amica.Venne quindi al dojo, si guardò intorno e si informò sulla nostra attività.

Saputo che io insegnavo Pratica Respiratoria, gli venne l’idea che sarebbe stato interessante organizzare un incontro con gli istruttori sportivi di Corsico. Lui stesso è una cintura nera di Judo, nessuno gli aveva mai insegnato una respirazione “corretta” e sapeva che l’argomento era ignoto a tutti.

Antonio ha un vero talento nel proporre e organizzare attività. E’ un vulcano di idee e non si lascia smontare da niente e da nessuno. Sfonda le porte a spallate, in maniera intelligente, e quando si è messo in testa qualcosa non c’è verso di farlo desistere. Non chiede collaborazione e non concorda preventivamente. Ti telefona con largo anticipo:– Allora è fissato per Domenica 23 alle 9,30 alla Palestra di Via Ratti. Ci vediamo lì.

E così fece con me, dopo avermi incontrato un giorno per vedere che faccia avevo. Mi trovai di fronte una trentina di persone, tra istruttori e loro allievi, e lavorammo insieme un paio d’ore. Spiegai loro che cosa intendevo per respirazione  e perché la ritenevo una cosa importante. Feci fare diversi esercizi per scendere nel concreto, e alla fine dell’incontro un gruppetto di partecipanti si dimostrò interessato a rivederci.

Tea intanto aveva cominciato a Corsico due corsi di Shiatsu, uno di mattina e uno di pomeriggio, e poiché si trovava bene dopo un paio di mesi venne anche a me voglia di tenere un corso di Pratica Respiratoria a Corsico. Contattato Antonio, mi rispose che per quell’anno scolastico non c’era più niente da fare, se ne sarebbe riparlato l’anno dopo. Poi gli venne in mente che potevamo organizzare da me un piccolo corso primaverile, sempre per istruttori, dopo la fine della stagione sciistica. Mi propose il Martedì sera o la Domenica mattina. Optai per il Martedì, avvertii altri interessati.

Quando tutto era combinato, Antonio mi fece sapere che il Martedì non andava più bene, io tenni lo stesso il corso e tutto sembrò finire così. Dopo qualche settimana di silenzio:– Allora è fissato per Domenica 18 alle 9,30 al dojo da te. Saremo in quattro per cinque volte.

E così arrivarono, sette cinture nere di Judo e una marrone. Feci loro praticare l’inchino fin a che non ottenni una coordinazione del respiro di tutti, e a quel punto mi tuffai:– Prendete il barattolo della marmellata che vi piace tanto sullo scaffale sopra la vostra testa e posatelo sul tavolo dietro di voi. Quando alzate il braccio inspirate, quando lo abbassate espirate. Così…

E loro lo fecero! Si sparpagliarono spontaneamente lungo le pareti del dojo, individuarono il loro scaffale e provarono, alle prese con inesistenti barattoli, scaffali e tavoli di cui il dojo si era improvvisamente riempito.

– Adesso un invidioso prepotente vi blocca il braccio per impedirvi di prendere la marmellata. Non badategli. Voi avete un desiderio tremendo di marmellata, niente può fermarvi. Quando alzate il braccio inspirate, quando lo abbassate espirate.

Ed eccoli mettersi a coppie per cercare di  impedirsi a vicenda di raggiungere lo scaffale. Uno dice:– Nutella!– Fantastico, faccio eco, siete in crisi di astinenza di nutella! Forza!

Il ghiaccio era rotto.  

 

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