equivoci

Ho incontrato recentemente un compagno di liceo che ha fatto Medicina.  Insegna all’Università, tiene masters.  Lo chiamerò il Prof da ora in poi.

Gli ho parlato del Seitai, che non conosceva.

Non credevo che gli sarebbe interessato, ma sbagliavo. Forse perché eravamo stati a scuola insieme e si ricordava bene di me, mi ha confidato che intorno ai trent’anni ha avuto una leucemia diagnosticata mortale in qualche mese.

E invece non era vero, come il nostro incontro dimostrava. Ha fatto chemio terapia per due anni, alla fine sì è stufato di star male come una bestia, ha interrotto tutto e la leucemia è scomparsa.

Il Prof è rimasto imbarazzato da quel che gli è successo, non si è accontentato di concludere che la chemio terapia che aveva fatto era stata sufficiente, o che c’era stato un errore di diagnosi. Gli è rimasto il dubbio che i sintomi della leucemia fossero causati dal fortissimo stress della morte del padre in concomitanza con il fallimento del suo matrimonio.

Così dopo di allora non ha mai smesso di “guardarsi intorno” nel campo “dell’ alternativo”, provando un po’ di tutto. E mi ha chiesto di fare delle sedute di Seitai.

Come al solito gli ho detto che il Seitai che praticavo io era solo un intervento energetico sulla postura, che non si aspettasse niente di curativo. D’accordo, va bene così.

Così gli ho fatto Seitai. Il Prof non mi disse che un anno prima aveva avuto un incidente di macchina, e da allora aveva problemi di equilibrio che gli creavano insicurezza e ansia. Me lo disse solo dopo, quando si complimentò con me perché l’equilibrio era tornato e nel contempo altri problemini erano spariti. Ne fui felice, anche se ci tenni a precisare che non avevo fatto niente di mirato, era solo successo come effetto collaterale.

Ma il Prof era rimasto assolutamente estasiato dal Seitai, visto che era il solo che aveva avuto effetto. E mi propose di fare Seitai a dei suoi conoscenti. Assentii, purché fosse solo un gesto di amicizia. D’accordo, andava bene così.

Così ho fatto Seitai a una dozzina di persone, e tutte ne sono state contente. Allora il Prof mi chiese se potevo fare un piccolo seminario esplicativo a quei suoi conoscenti, magari mostrando anche qualcosa. D’accordo.

Ho tenuto il seminario. Avevo scelto come argomento: toccare qualcuno è toccargli il cuore.

Ho fatto vedere dei semplici esercizi da fare da soli per rendere la postura più elastica e sensibile.

Come riscontro di quel seminario ho saputo solo che alla fine è stata fatta una domanda a cui non ero presente: ma tu ti fidi di quello lì?

Non dovete fidarmi di me, ma del vostro corpo.

La “civiltà” di oggi non esisterebbe se noi apprezzassimo il corpo.

Chi ama il corpo:

non trova sgradevoli i suoi odori e rumori

non si trucca perché non si trova abbastanza bello

non si modifica chirurgicamente

non depaupera la sua pelle sgrassandosi ogni giorno

non si copre di tessuti sintetici che bloccano la respirazione epidermica

non blocca le sue funzioni e richieste fisiologiche

non mangia cibi alterati

non assume prodotti chimici

non respira veleni

non sta in mezzo ai rumori innaturali

non si muove a velocità forzata…

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