Archive for maggio 2010

coma farmacologico

maggio 8, 2010

La mia amica S. una sera torna a casa e trova il marito disteso sul pavimento in un lago di sangue e vomito. Chiama un’ambulanza che porta l’uomo in ospedale, dove viene riscontrato che ha avuto un aneurisma e viene messo in coma farmacologico.

Dopo alcune settimane viene fatto gradualmente uscire dal coma farmacologico e si attende che si riprenda. A tutt’oggi non si è ripreso, continua essere sotto cure intensive ovviamente, e non si sa se e quando si riprenderà e in quali condizioni fisiche sarà. Il Primario in tutta onestà dice: abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare per salvargli la vita, che cosa succederà d’ora in poi nessuno può saperlo.

Nel frattempo la mia amica S. entra in uno stato di grande sofferenza, un vero incubo. Cerchiamo ovviamente di aiutarla affettuosamente a non farsi distruggere dall’angoscia e a non precipitare nella depressione.

Staccandomi emotivamente da questa vicenda cerco di cogliere il nocciolo dello “stallo psichico” di S.

Suo marito è vivo, non ci sono dubbi possibili su questo, e lei è felice di questo. Ma le condizioni sono così particolari che S. è costretta a domandarsi ad ogni istante che cosa la vita sia, e la sua mente vacilla. Suo marito ha avuto un “cedimento strutturale” nella sua struttura fisica, non ci sono dubbi possibili neanche su questo.

Forse non era il suo momento di morire, S. non lo saprà mai, e accetta le cose come stanno. Ma ha la sensazione che qualcosa sia stato “violato”. E la sua inquietudine la devasta.

sguardo interiore – un estratto da lu tung-pin

maggio 6, 2010

Il fiore d’oro è luce. L’intera opera di volgere la luce verso l’interno utilizza il metodo dell’inversione. Gli splendori dei cieli più alti e le meraviglie dei regni più sublimi sono tutti all’interno del cuore: è lì che lo spirito assolutamente aperto e cosciente si concentra. La mente celeste è come una casa; la luce è il padrone di casa. Di conseguenza una volta che volgi la luce verso l’interno si risvegliano le energie in tutto il corpo. Limitati a volgere interiormente la luce; questa è la sublime e insuperata verità.

Ciò che è più stupefacente è il cristallizzarsi della luce in un corpo spirituale, che gradualmente diventa operante a livello conscio, ed è sul punto di entrare in azione. Ora mantieniti saldamente nella stanza delle origini, volgendo interiormente la luce per esaminarti. Volgere la luce verso l’interno è il mezzo per affinare l’anima superiore, che è il mezzo per preservare lo spirito, che è il mezzo per dominare l’anima inferiore, che è il mezzo per arrestare la coscienza.

Volgere interiormente la luce è il segreto per dissolvere l’oscurità e domare l’anima inferiore. Non ci sono esercizi per ristabilire il creativo, c’è solo il segreto del volgere la luce verso l’interno. La luce stessa è il creativo; volgerla verso l’interno significa ristabilirla.

Insisti solo nel praticare questo metodo, e in modo del tutto naturale l’acqua della vitalità sarà al suo colmo, il fuoco dello spirito divamperà, la terra dell’attenzione si consoliderà, e come risultato si solidificherà l’embrione della saggezza.

Nella creazione originale c’è una luce positiva che funge da governatore incontrastato. Nel mondo materiale è il sole; negli esseri umani sono i due occhi. Volgere interiormente la luce vuol dire volgere all’interno l’energia stessa della Creazione, è liberarsi davvero e per sempre dei condizionamenti dell’abitudine.

Limitati a osservare chiaramente, e qundo il tuo respiro si acquieta puoi divenire attentamente consapevole. Questa è l’applicazione del metodo dell’inversione.

La luce del cielo e della terra riempie l’universo; anche la luce di un unico individuo pervade naturalmente i cieli e inonda la terra. Di conseguenza, ogni volta che volgi interiormente la luce, tutto nel mondo viene rivolto all’interno.

I raggi di luce sono concentrati in alto negli occhi; gli occhi sono la grande chiave del corpo umano. Se puoi sedere nella quiete per un po’, tutto il tempo ne viene permeato, tutti i fenomeni tornano alla quiete. Veramente inconcepibile è questa sublime verità. I saggi che si sono succeduti non hanno trasmesso altro che il fissare lo sguardo verso l’interno.

Che cos’è “guardare”? E’ la luce degli occhi che brilla spontaneamente, dirigendosi dentro anziché fuori. Non guardare fuori e insieme essere svegli è guardare interiormente.

Quando c’è una quiete ininterrotta, lo spirito e le sensazioni sono pieni di gioia e di felicità, come quando si è ebbri o ci si bagna, in questo caso si dice che l’armonia positiva pervade il corpo, i cui boccioli d’oro d’improvviso fioriscono. Si sente la terra intera come un regno di luce. Questo è il dischiudersi della luminosità che è la sostanza della mente, è la retta liberazione del fiore d’oro.

Via via che si procede nella pratica del volgere interiormente la luce, non si ha più bisogno di rinunciare alle proprie normali occupazioni. Se affronti gli avvenimenti con attenzione e premura, ecco che la luce non è offuscata dalle cose, per cui sarà sufficiente ripetere di tanto in tanto la pratica senza forma dell’inversione della luce.

La cosa migliore sarebbe praticare al mattino presto, se riesci a liberare la mente da qualsiasi oggetto, e a sedere quietamente per una o due ore. Ogni volta che sei impegnato nel lavoro o a contatto con la gente, usa semplicemente questa tecnica dell’”esame interiore” e non ci sarà alcuna interruzione. Se pratichi in questo modo per due o tre mesi, i realizzati del Cielo verranno certamente a testimoniare della tua esperienza.

Col graduale illuminarsi della Via e il maturare della padronanza del metodo, il Cielo sarà generoso e rivelerà spontaneamente l’insuperata dottrina. Attienti fiducioso a essa e praticala. Il metodo del volgere interiormente la luce va praticato tanto camminando che stando in piedi, seduti o distesi. È esssenziale solo che si scopra personalmente l’apertura del potenziale.

Nel volgere interiormente la luce, tu volgi propriamente all’interno l’originale luce  inattribuibile, per cui non è applicato un solo pensiero cosciente. Ora se volgi interiormente la luce senza cadere nella coscienza, stai usando l’essenza originale degli organi del senso. Se il vuoto viene visto come il vuoto, esso non è ancora il vuoto. Quando è vuoto senza la coscienza del vuoto, allora si chiama veramente vuoto.

 

 

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