blindatura

Un’amica mi ha scritto ieri raccontandomi di come fosse stata ulteriormente “blindata” sul lavoro. Aveva un orario flessibile, e le è stata tolta la flessibilità.

Questa flessibilità era importante per lei, le dava la sensazione di essere un pochino più libera. Oggettivamente credo che ne abbia abusato, ma nella sua percezione personale sente solo coercizione.

Entrare nella storia della mia amica sarebbe interessante per spiegare di cosa il Seitai si occupi, ma in questo post mi soffermo solo sul termine “blindatura” scelto dalla mia amica per descrivere cosa le è successo sul lavoro.

Il termine “blindatura” descrive alla perfezione il nostro stato “interiore”.  Abbiamo in cassaforte i nostri pensieri, le nostre credenze,  idee preconfezionate di tutti i tipi e abbiamo buttato via la chiave. E nonostante che  ciò che ci succede sotto il naso ci dice ad ogni istante che la “realtà” è diversa da come la vediamo noi, noi rimaniamo perfettamente “blindati”.

E se siamo invitati a sperimentare “sul campo” questo stato di fatto, diciamo di no a priori.

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