Archive for gennaio 2014

immobilità

gennaio 21, 2014

E’ stato in questo periodo dell’anno 1964 che una sera mi sono chiesto: se mi metto in una posizione comoda, per quanto tempo riesco a stare immobile? Così ho cercato la posizione più comoda che potevo e ho provato. Ci ho messo un po’ a trovarla, e mi sono accorto che non era facile mantenerla a lungo: un prurito, un pensiero, un insetto, insomma bastava un’inezia e mi muovevo. Prendere confidenza ci ha voluto un altro po’, ma alla fine potevo stare immobile a lungo. A questo punto ho voluto sapere per quanto tempo potevo rimanere così. Non avevo a disposizione nessun strumento di misura del tempo, per cui ho cominciato a contare i respiri.

E così, senza che me ne rendessi conto, è iniziata un’avventura straordinaria: nell’arco di un anno potevo contare mille respiri senza distrarmi, senza muovere un muscolo che non fossero quelli necessari a respirare. Potevo “stare nella respirazione” con il minimo disturbo di una attività mentale descritta, come ho saputo 10 anni dopo, come “nuvole di passaggio”.

E’ stato solo 15 anni dopo che ho cominciato a scoprire il legame indissolubile tra respirazione e visualizzazione, grazie a un insegnamento preciso, ma il più era fatto e la via spianata.

Per cui vi prego di credermi sulla parola e accettate il mio consiglio a cuor leggero: iniziate dalla respirazione. Senza nessuno sforzo, senza nessuna alterazione, niente esercizi, ma con regolarità, continuità, gusto, stupore, concentrazione. “Prendetene coscienza totalmente”. Non esiste Via più sicura e rapida, sopra ci costruirete quel che più vi piacerà senza “cedimenti strutturali” in corso d’opera.

Annunci

ipnosi collettiva

gennaio 6, 2014

Tsuda Sensei ci metteva in guardia sugli effetti degli slogans: effetti sostanzialmente ipnotici, se ho capito bene. Superano facilmente la mente razionale ed entrano in profondità.

Con l’avvento della televisione gli slogans hanno dilagato e gli addetti ai lavori sono diventati maestri nel loro uso, grazie anche alle ricerche sulla Comunicazione Non Verbale. Oggi che la terminologia della Meccanica Quantistica comincia a entrare nel linguaggio corrente, possiamo dire che viviamo in un vero e proprio Campo creato dagli slogans.

Per inciso, il Seitai è lo studio delle reazioni individuali ad uno stimolo esterno, in base alla sensibilità di ciascuno, messa in relazione con le sue specificità posturali. In questo senso il Seitai è una “sorta” di Epigenetica ante litteram. (scusate la digressione, ma adoro queste carrellate tra approcci diversi alle stesse tematiche)

Mi sono laureato in Scienze Politiche alla Cesare Alfieri di Firenze nel 1973. In quegli anni era già  noto che un sistema socio economico basato sulla crescita lineare della ricchezza “ad libitum” era destinato alla catastrofe. 40 anni dopo possiamo tutti constatarlo in prima persona, ci siamo.

Eppure la ricetta che oggi viene raccomandata per evitare la catastrofe è: incentivare i consumi. Ancora uno slogan. So di non essere un esperto in macroeconomia, ma sono un consumatore 😀 e posso fare una analisi da questo punto di osservazione.

Se i consumatori non comprano, gli addetti ai servizi, alla produzione e alla vendita si impoveriscono (o addirittura perdono il lavoro), e lo stato incassa meno tasse. Quindi facciamo in modo che tornino a spendere. Semplice no? Peccato che i consumatori siano le stesse persone addette ai servizi, alla produzione e alla vendita, cioè gli impoveriti. Questo è ciò che nel linguaggio corrente si chiama “un serpente che si mangia la coda”. O, se vogliamo colorire il discorso di un tocco esoterico, è l’Ouroborus dell’alchimia occidentale.

Io guardo la mia situazione e quella di chi conosco: siamo tutti strapieni di vestiti e gadgets di ogni tipo. Personalmente non compro più niente da anni e non comprerò più niente per molti altri anni ancora. Mi guardo intorno: il territorio è coperto da milioni di costose automobili praticamente inusate. Se la pubblicità non fosse usata per creare falsi bisogni e titillare la vanità (bada bene: pagata da noi consumatori :D), sarebbe tutto fermo, perfino ai prezzi stracciati praticabili grazie ai lavoratori indo-cinesi. Salvo essere costretti ad avere un personal computer perché ormai si sta informatizzando tutto………

Cosa ha portato a questa situazione facilmente constatabile, a meno di non essere in stato di ipnosi collettiva? Al 90% lo dobbiamo all’elettricità. Il che significa energia. Il che significa controllo delle fonti energetiche ad ogni costo. Il che significa guerra. In termini eleganti: conflitti a bassa intensità.

Vogliamo aggiungere qualche elemento collaterale? Il pianeta è in ostaggio della finanza, dei fabbricanti di armi, delle case farmaceutiche e in genere delle multinazionali di prodotti chiave. Vogliamo accennare ai rifiuti, all’inquinamento, alle popolazioni straziate? beh, mi fermo qui, mi sta venendo la nausea.

Eppure la ricetta dei grandi della terra per evitare la catastrofe è uno slogan: incentivare i consumi………