lettura 09 respirazione – cenni identificativi

Lo strumento di “lavoro” del Seitai è la respirazione. Per gli addetti ai lavori è la “respirazione ventrale negativa”.

La respirazione si fa da sé, svariate volte al minuto sia da svegli che nel sonno. E’ a tutti gli effetti la trama e l’ordito della vita animale su questo pianeta. La vita inizia con una inspirazione e termina con una espirazione. Chi si sofferma col pensiero su queste considerazioni e si dà un “tempo” per ascoltarsi respirare dà inevitabilmente avvio a un processo di “rivisitazione” del suo “essere umano”. La mente appoggia sul respiro, il respiro si appoggia sulla mente e, piano piano o improvvisamente, si diventa “consapevoli”, si comincia a “ricordare”, il buio si disperde, appare la verità, si diventa “liberi”. Sono tantissimi i modi in cui si accenna a questa esperienza, di solito incomprensibili per chi non l’ha ancora fatta.

Per inciso, il Seitai colloca la capacità di fare questa esperienza tra le normali funzioni energetiche della quarta vertebra lombare. Ma veniamo alla descrizione della “respirazione ventrale negativa” in quanto pratica.

Il baricentro del corpo sta nel ventre. E’ una pura constatazione fisica, ma anche molto di più. Quando usiamo la parte conscia, intelligente, del cervello, il corpo si “assesta” per favorirne il lavoro, cioè per irrorarlo e tonificarlo a dovere. E’ un movimento sia fisiologico che energetico verso l’alto, verso la testa. In altri termini il baricentro del corpo si sposta verso l’alto per creare una condizione di massima efficienzaoperativa per la mente. E’ davvero impressionante la capacità del corpo di cambiare assetto a seconda delle necessità. Il Seitai raccomanda di osservare questi cambiamenti e di risvegliare la sensazione di meravigliato stupore che si prova quando li individuiamo.

Ma, come si dice in italiano, ogni bel gioco dura poco 🙂

Quando il lavoro cerebrale cessa, il corpo si distende e il baricentro “ritorna” nel ventre. Se questo “ritorno” non avviene c’è qualcosa che non va: l’elasticità naturale del corpo è in panne. Siamo allora in presenza di una “contrazione permanente” posturale (ne abbiamo già parlato, sottolineando l’importanza del rilassamento).

In termini di respirazione, quando si pensa intensamente abbiamo bisogno di maggior ossigenazione al cervello, quindi di una respirazione “alta”. In stato di quiete questa esigenza passa, la respirazione torna bassa, nel baricentro, nel ventre. Questo è il senso del termine “respirazione ventrale”. Quando pratichiamo la respirazione, la prima cosa di cui sincerarsi è di respirare stando in quiete al centro di noi stessi. Si insiste molto su questo solo perché la maggioranza delle persone si arrovella incessantemente senza rendersene più conto, perfino dormendo.

“Arrenditi!”, ha raccomandato qualcuno, indicando una Via Maestra. Sì, arrendiamoci all’incredibile saggezza della normalità, smettiamo una volta per tutte di stare faticosamente in disequilibrio 🙂

Il termine “negativo” è più tecnico che altro. In Pratica Respiratoria abbiamo due tipi di respirazione. In quella “positiva” si appiattisce il ventre per inviare l’inspirazione dal sacro su per la colonna vertebrale verso la testa, dando il via alla Piccola e alla Grande Circolazione. In quella “negativa” gonfiamo il ventre assorbendo l’inspirazione dal Cielo lungo la colonna vertebrale ed espandendoci verso i confini dell’Universo.

La descrizione dell’esercizio base di respirazione in Seitai la farò nella prossima lettura.

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