spirali

     Chiazze di sole

tra edera e muschio.

     Scricchiolio di foglie secche

tra le dita dei piedi.

Coulonge, luglio 1990

      La mia opera di dif­fusione del movimento rigeneratore ha avuto proporzioni limitate. Nata ed evolutasi per i mo­tivi più svariati, dai più sinceri ai più meschini, è dipesa soprattutto dalle circostanze.

     Per esempio la traduzione dei libri del Maestro Tsuda è cominciata quando una praticante, che non sapeva neanche il francese, vi si è dedicata per distrarre la mente dai molti problemi che in quel momento l’angosciavano. La nascita della Niten Ichi Ryu la dobbiamo invece alla morte prematura di mio padre, evento che mi ha messo a disposizione un po’ di denaro. Per gli stages estivi dobbiamo invece ringraziare un Piano Regolatore demenziale che ha destinato una grande casa con giardino a zona ricreativa, rendendola praticamente invendibile.

     Per diffondere il movimento rigeneratore, insomma, non mi sono certo dato da fare facendone promozione. Ero sostanzialmente dell’idea che sarebbe stato sufficiente far sa­pere che desideravo met­tere a disposizione degli even­tuali interessati quel poco di esperienza che ho inevi­tabilmente acquisito in questi anni. E ancora oggi ritengo la mia posizione consona alla mia indole, che non è quella carismatica di un catalizzatore di grandi numeri o di un persuasore capace di modificare le idee degli altri.

     Al di là di questo, bisogna proprio riconoscere che la proposta di questa pratica (nascere normalmente, vivere normalmente, morire normalmente) presenta un problema preliminare: è talmente semplice da risultare totalmente incomprensibile. Forse perché la nostra mente è ormai abituata a livelli di stimoli molto  intensi e frammentari. Viene sicuramente intuita, ma è talmente avulsa dal pensiero dominante che non ha la possibiità di germogliare, se non altro per mancanza di nutrimento. L’idea di normalità scaturisce dalla sensazione, non dal ragionamento, che anzi non le riconosce nessun merito.

     Quindi c’è un enorme lavoro da compiere per creare comprensione, in modo che qualcuno possa riconoscerle il suo giusto valore e intraprendere quindi qualcosa per un periodo di tempo sufficentemente lungo perché dia i suoi frutti. E parlare di tempo non è semplice, perché si tratta di tempo biologico. E siccome parliamo anche di nascita normale e dei primi mesi di vita, nel nostro tempo non c’è solo l’intuizione dell’istante, ma una sensazione allargata di continuità.

     Comunque il problema più urgente è probabilmente quello di ritrovare e poi mantenere intatto nell’intimo uno spazio in cui la sensazione di sé non può essere deformata dal vivere quotidiano di oggi, rimanendo sciolti e naturali. Ma con quali mezzi?

     Nella mia pratica, stringi stringi ho riconosciuto un solo mezzo capace di guidarmi verso le radici della spontaneità: il piacere. I fenomeni vitali sono piacevoli, è il piacere che ci spinge a intraprendere quelle azioni che ci mantengono in vita. Quando dormire, svegliarsi, mangiare, andare di corpo, ammalarsi, fare sesso e avere figli, lavorare e stare nel mondo non costituiscono più un piacere o addirittura sono percepiti come problema e sofferenza, allora la normalità vuole che in noi si metta in moto un processo teso a ripristinare la condizione di piacere di queste funzioni, sia a livello individuale che collettivo. La vita si basa sui meccanismi del piacere, indipendentemente dal nostro ragionamento e dalla nostra volontà.

     E quando ho cercato di proporre il movimento rigeneratore, sul piano razionale mi sono limitato alle considerazioni ovvie e soprattutto ho detto: fatelo per il piacere di farlo.

     Ma malgrado io creda di essere molto chiaro su questo punto, mi im­batto conti­nuamente in persone che ne vogliono fare una Scuola, un Modo di Vivere, Qualcosa di Speciale, un Circolo di Bravi Ragazzi, complicando tutto nei modi più strava­ganti. E alla fine dobbiamo separarci più o meno incre­sciosamente a causa del mio carattere ombroso e impa­ziente.

     Constatata l’oggettiva difficoltà di capirsi, ho provato ad essere più “professionale”. Aiutato dalle circostanze, ho accantonato il ruolo di mero portavoce per assumermi quello di maestro indipendente. Ho mo­strato quello che avevo imparato, ho dato voce al mio pensiero.

     Questo ha provocato l’allontanamento di chi non mi ha riconosciuto il nuovo ruolo, e così ha cotribuito a portare chiarimento in alcuni rapporti interpersonali. Ma non ha ottenuto il risultato sperato, cioè rendere più intellegibile il mio pensiero né a chi è rimasto né a chi si è avvicinato alla pratica in seguito.

     D’altro canto la mia nuova posizione di maestro ha avuto un fastidioso effetto collaterale: attirare i so­liti avventori della Verità Rivelata, con il consueto strascico di dinamiche involutive connesse all’Insegna­mento. Ma di miglioramento nella comprensione neanche parlarne.

     Sono contento di avere fatto questi tentativi, per­ché ora so cosa sia la carriera del maestro spirituale, del terapeuta e del presentatore. Essendo arrivato in proposito alle conclusioni simili a quelle dei miei predecessori (spero non si rivoltino nella tomba per la mia sconfinata presunzione), forse è stata una perdita di tempo. Ma quando si ha la testa dura bisogna rassegnarsi ai tempi lunghi.

     Quali sono queste conclusioni? Noguchi diceva che quando sarebbe morto avrebbe dato una bella pestata ai santi, e accusava i medici di aver moltiplicato le malattie. Tsuda riteneva che si può predicare con successo solo ai già convinti. Posizioni drastiche, dunque. Io prendo a prestito da loro un’altra metafora: considero ogni posizione centrifuga deleteria per gli individui che vi si trovano e condanno chiunque stia a questo gioco per approfittarsene, sia come soggetto passivo che attivo, sia consapevole che inconsapevole.

     Adesso credo di non avere in serbo altri tentativi per indurre qualcuno a prendere in esame la possibilità di essere centripeto, quindi indipendente e libero. Periodo di incubazione previsto da Noguchi per non essere più fagocitato da mulinelli centrifughi: vent’anni. Purché vi sia comprensione, che è un fenomeno squisitamente personale che si produce nell’istante in cui si disintegrano i meccanismi del razionale e dell’emotivo. Come questo succeda, per me è un mistero, perché essi fanno parte del nostro psichismo così come le vene e i nervi fanno parte del nostro fisico.

     Questo equivale a dire che noi siamo ciò che ci è capitato di  conoscere. Lascio approfondire questo punto a chi è interessato. Qui mi limito a riferire a modo mio l’aneddoto cinese della donna brutta. Questa donna era davvero brutta e lei sapeva di esserlo, era LA Donna Brutta del villaggio. Ma anche lei ebbe una sua fuggevole occasione di amore e rimase in cinta. Quando partorì era da sola, al buio, nella sua stanza. E non ebbe pace finché non poté accendere una candela per vedere la sua creatura: il suo unico desiderio era che suo figlio le somigliasse.

     Quando ho cominciato a fare Aikido, questa pratica era la via del coordinamento del ki. Dopo anni era lo studio delle leggi della gravitazione dell’amore. Alla fine era il piacere di sentirsi intero. Anche nel movi­mento rigeneratore è successo qualcosa del genere. All’inizio era un percorso di recupero della sponta­neità, poi è diventato la fusione della respirazione dell’universo, e alla fine non è stato altro che gustare la serenità di sentirsi qualche volta dire chiaramente sì o no.

     Che questo risultato valga venticinque anni della vita di un uomo proprio non so. Posso solo affer­mare che questo tempo non vale più di un istante di to­tale abbandono di sé, e quindi che non è necessario. A questo proposito, immagino sarete al corrente della in­finita diatriba tra i sostenitori dell’illuminazione im­provvisa e i sostenitori dell’illuminazione graduale.

     Io vedo in entrambe le posizioni qualcosa di vero e qualcosa di falso. Non posso prendere posizione perché per me l’illuminazione non ha costituito niente di speciale. E’ stato qualcosa di molto sem­plice e naturale, direi meglio inevitabile, cioè l’intuizione di come è la nostra mente prima di nascere. Vissuta questa prima intuizione, le altre seguono. La vita “terrena” è solo un momento della vita globale. Questo “momento” è possibile grazie a ciò a cui qualcuno ha dato il nome di ki. Dura finché dura il ki, la cui caratteristica principale è una immensa tenacia nell’autoconservarsi grazie ad una perpetua instabilità. E via di seguito.

     Ho la sensazione che tutto questo stia scritto in ciascuna cellula del nostro corpo, quindi non dovrebbe essere difficile farne anche esperienza cosciente. Che poi questa presa di coscienza rechi qualche giovamento al nostro tran tran quotidiano è molto opinabile, se la nostra vita è sana e normale. A mio parere che ci sia questo gran parlare ed eventualmente praticare per riuscire a provare qualcosa che ci è totalmente insito e spontaneo è il segno della gravità dei guai in cui si è cacciato l’uomo. Siamo di fronte ad un incremento esponenziale dell’apatia organica.

     Per questo sono perplesso che tanta gente si senta così fiera della pratica o della terapia che fa, e dei risultati che ne consegue. Di questo passo un giorno incontreremo persone fiere di andare di corpo e di addormentarsi senza ricorrere a medicine, e una donna che partorirà senza assistenza medica sarà un fenomeno raro, forse di cui diffidare perché costituisce una sfida al buon senso e una trasgressione sociale. Chi affronterà impavidamente i raffreddori rinunciando alle terapie preventive autunnali costituirà un circolo esoterico con iniziazione segreta. I suoi membri si riconosceranno tra di loro attraverso frasi in codice, per evitare fastidiose complicazioni.

      Io mi sento un marziano. In un mondo in cui gli individui si stanno disgregando interiormente e stanno distruggendo tutto quanto gli sta intorno.

Una Risposta to “spirali”

  1. Pasquale87 Says:

    Condivido in pieno. Complimenti per il sito!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: